L’Itinerario arabo-normanno

Quando Palermo era modello di una perfetta integrazione fra popoli con cultura, lingue e religioni diverse

Venerdì 10 maggio 2019 le classi 1^A, 1^B, 1^C, 1^E, 1^F, 2^A, 2^C, 2^D e 2^E – accompagnate dai docenti Buccheri, Campagna, De Bernardis, De Simone, Di Maggio, Insalaco, Scuderi, Marchetta e Notarbartolo – hanno visitato alcuni monumenti del Percorso arabo Normanno, riconosciuto Patrimonio dell’UNESCO.

La prima tappa è stata San Giovanni degli Eremiti, uno dei più illustri edifici medievali di Palermo e uno dei monumenti-simbolo della città; la Chiesa fu costruita in epoca normanna, tra il 1130 e il 1148, sotto il regno di Ruggero II e sorge in un luogo che, anche a causa della presenza di una fonte sotterranea e di una grotta, ha mantenuto in epoche diverse un carattere sacro. Vi si sono succeduti un edificio pagano, un monastero gregoriano dedicato nel 581 a S. Ermete e un edificio islamico del X secolo. La Chiesa faceva parte di un monastero affidato da Ruggero II ai Benedettini di Montevergine. Del complesso conventuale si possono ancora ammirare la chiesa, pochi resti del monastero e il chiostro abbellito da un lussureggiante giardino.

Dopo gli alunni hanno visitato la torre arabo-normanna di Palazzo Federico risalente al XII secolo e posta sul muro punico della vecchia città; per giungere alla Torre di Palazzo Federico occorre percorrere gli stessi vicoli che secondo la leggenda erano battuti anche da Federico II, che da piccolo spesso fuggiva da Palazzo Reale per giocare con i figli del popolo. La Torre è decorata da due bifore, una normanna ed una aragonese, e dagli antichi stemmi della città di Palermo, uno di epoca sveva e l’altro d epoca aragonese.

Infine, gli alunni si sono recati alla Cattedrale di Palermo, che fu fatta riedificare dalla casata degli Altavilla per celebrare la conquista territoriale della Sicilia. Questo edificio ha subìto nel corso dei secoli vari rimaneggiamenti e oggi è espressione di molteplici stili. Elementi importanti sono le tombe reali dei Sovrani Normanni, la cappella di Santa Rosalia, la meridiana con i segni dello zodiaco, la Tomba del Beato Padre Pino Puglisi e le absidi. All’interno della Cattedrale è presente anche un tesoro contenente la corona di Costanza d’Aragona, moglie di Federico II, nonché una cripta dove sono seppelliti la maggior parte dei vescovi della diocesi di Palermo.

La visita didattica è stata l’attività conclusiva di uno studio approfondito del periodo arabo normanno affrontato durante le ore di Lettere, visto come un’epoca in cui non solo Palermo era splendida ma era anche città modello di una perfetta integrazione fra popoli con cultura, lingue e religioni diverse.

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